Coco Chanel, il mito continua a vivere

Abla Xhaferri

Gabrielle Bonheur Chanel è questo il vero nome della geniale stilista. Rimasta orfana dalla madre, il padre poverissimo decise di affidare le sorelline Chanel alle suore dell’orfanotrofio di Aubazine. E’ stata proprio la vita monacale ad incutere in Mademoiselle l’austerità;  gli abiti delle suore, invece, le hanno trasmesso l’amore per il bianco ed il nero. Coco, infatti, sosteneva cosi: “Il nero contiene tutto. Anche il bianco. Sono di una bellezza assoluta. È l’accordo perfetto”.

La svolta della sua vita arriva dall’incontro con il suo primo amante Etienne de Balsan, figlio di imprenditori tessili. Presso il castello di Etienne incontrò Emilienne D’Aleçon, che apprezzò tantissimo il cappello di Coco e lo consigliò a tutte le sue amiche. Inizia così la carriera di Chanel.

In un’epoca in cui vigevano cappelli sontuosi, ricoperti di piume ed ornamenti pesanti che li rendevano impossibili da indossare, i suoi cappelli di paglia, ornati da semplici fiori in raso o singole piume e senza struttura di sostegno, scioccarono le donne che facevano di tutto per averli.

Da lì a poco conosce Arthur Boy Capel, l’amore della sua vita. Fu lui ad incoraggiare e finanziare il lavoro di Chanel. I due andarono a vivere insieme a Parigi dove Coco aprì la sua prima boutique al 21 Rue Cambon.

Nella boutique, oltre ai cappellini, Coco inizia a creare e vendere i suoi primi capi di abbigliamento. Capel poco dopo aprì per Chanel un nuovo negozio nella località balneare di Deauville dove, ispirata dai marinai al lavoro, Chanel reinterpretò il loro abbigliamento, realizzando dei maglioni col medesimo scollo a V. Un viaggio in Scozia ,invece, le fece conoscere il tweed, tessuto divenuto un segno distintivo della maison. Tutto lo stile di Chanel si rifaceva alla vita comune delle persone che la circondavano, per dare all’abbigliamento quella praticità che la Belle Époque aveva sostituito con bustini, corsetti e impalcature per cappelli.

Capel morì in un incidente d’auto. A causa di questa grave perdita Mademoiselle si buttò a capofitto nel lavoro. In collaborazione con il profumiere Ernest Beaux creò il primo profumo, la fragranza prese il nome di N°5 perchè corrispondeva alla quinta essenza scelta da Chanel. Si dice anche che il 5 fosse il suo numero preferito.

La borsetta 2.55 fu un altro intramontabile accessorio firmato Chanel. Per dare volume alla sua pochette, la stilista prese esempio dalle giacche degli stallieri. La borsetta 2.55 presentava l’aggiunta di una tracolla fatta da una catenella di metallo, intrecciata al cuoio. “Mi sono stancata di dover portare la mia pochette in mano quindi le ho aggiunto una sottile cintura, cosicché possa essere usata come una borsa a tracolla” disse Chanel della sua “nuova” creazione.

Nel 57, ormai affermata ed apprezzata in tutto il mondo, la stilista riceve il Neiman-Marcus Award, l’Oscar della moda. Nonostante la consacrazione ufficiale Coco ha continuato a definirsi “una semplice sarta”.

Chanel creò la nuova donna del XX secolo. Una donna che afferma la propria femminilità, con un paradosso, rivisitando gli abiti maschili.

Ormai 87-enne Coco morì in una camera dell’Hotel Ritz lasciando la maison ai suoi assistenti. Karl Lagerfeld è stato l’unico successore che ha saputo presentare il suo stile personale, senza travolgere quello della maison. Con grande maestria Karl preserva ciò che Coco Chanel ha faticosamente creato. Riesce a incarnare e ripropone lo stile di Coco in ogni sua collezione, facendola vivere. Il mito del mondo della moda rivive grazie alle creazioni di Lagerfeld.

(ecco l’ultima sfilata Chanel di Karl Lagerfeld )

prima parte

seconda parte


Informazioni su Abla Xhaferri

Laureata in Scienze Politiche (Comunicazione. Media e Giornlismo). Per me il ruolo del giornalista consiste nel dar voce, in modo umano, a chi non ce l'ha. In "Giardino di Scheggia", mi occupo principalmente di tematiche sociali, di non profit, volontariato ed iniziative umanitarie che mi toccano il cuore!! https://giardinodischeggia.wordpress.com/
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