Versace, atterra a Parigi la donna spaziale

Abla Xhaferri

Più’ che una passerella, una scalinata tutta d’oro per una cyber-diva futuribile: Atelier Versace torna sul palcoscenico di Parigi, dopo otto anni di silenzio, ma non di assenza.

In realtà’ l’alta moda della maison italiana non ha mai avuto soste, si era solo ritirata dalle scene, lavorava con le grandi clienti, si faceva notare sui red carpet (ultimo abito famoso, quello di Angelina Jolie ai Golden Globes tutto bianco con rever rosso sulla scollatura) ma non si esibiva per la stampa. Il ritorno, voluto da Donatella Versace, ha il sapore di un omaggio al fratello Gianni.

Tutti in piedi, intorno alla gradinata aurea, in sottofondo canta la Callas, applaudono anche Cameron Diaz e Diane Kruger, presenti alla sfilata. Scendono 15 modelle in abiti da sera che sono come sculture (in oro, argento, arancio, verde fluo) e che ricordano, molto da vicino, i vestiti disegnati da Gianni Versace per la haute couture nel 1989, con spessori metallici inseriti nelle volute e nei drappeggi dei tessuti preziosi.

L’effetto, reso oggi ancor piu’ spaziale dall’uso di colori anche acidi e di materiali dall’aspetto plasticato, e’ quello di una guerriera molto altera, in pizzi tempestati da micro perline che scolpiscono la silhouette con effetti geometrici, circolari, tridimensionali.

Le alette metalliche che prendono leggermente le distanze dal corpo, sulla scollatura come sull’ansa dei fianchi, rendono questa donna un po’ rock ma anche gelidamente estranea a questo mondo. In abito lungo o in mini vestito  perfino in culotte e stivali, non e’ una terrestre, e’ una creatura luminescente, pettinata come si ci aspetta lo siano le divine da fumetto spaziale, caracollanti su calzature che calpestano suoli extraterrestri.

Per Donatella era questo il tempo adatto per tornare all’appuntamento parigino con la haute couture: ”Quando tutto sembra difficile, e’ il momento giusto per rappresentare l’Italia che deve affermare il valore delle sue creazioni, in tutti i settori”.

La stilista ne e’ convinta, perché’ la moda ”rappresenta la libertà  creativa, la sperimentazione, la conservazione di una cultura artigianale preziosa che va tramandata”.

Foto. Clicca qui   per il VIDEO della sfilata.


Informazioni su Abla Xhaferri

Laureata in Scienze Politiche (Comunicazione. Media e Giornlismo). Per me il ruolo del giornalista consiste nel dar voce, in modo umano, a chi non ce l'ha. In "Giardino di Scheggia", mi occupo principalmente di tematiche sociali, di non profit, volontariato ed iniziative umanitarie che mi toccano il cuore!! https://giardinodischeggia.wordpress.com/
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